mercoledì 14 giugno 2017

Roma. A Palazzo Odescalchi la prima edizione del Premio Abbraccio 2017


L’ABBRACCIO DEI GENITORI DI AGEDO ROMA
DIVENTA UN PREMIO PER ABBATTERE LE DIFFERENZE
A Palazzo Odescalchi la prima edizione del Premio Abbraccio 2017
(photo M. De Nicola)



Prende il nome da uno dei gesti più belli tra persone che si vogliono bene: l’abbraccio. E’ il riconoscimento dell’Associazione Agedo Romarivolto a chi si è distinto nel corso del 2017 per l’impegno a favore dell’affermazione dei diritti delle persone LGBTI, della loro visibilità e della loro inclusione.


La prima edizione del Premio Abbraccio si è tenuta nella Capitale a Palazzo Odescalchi di Piazza SS. Apostoli, nella elegante sede della Minerva Auctions diretta da Fabio Bertolo, tra applausi, risate e qualche lacrima di commozione. Fortemente voluto dalla presidente di Agedo Roma Roberta Mesiti – nato da un’idea di Emilio Sturla Furnò, responsabile della comunicazione dell’associazione – l'evento è stato condotto dalla giornalista del Tg1 Adriana Pannitteri, reduce dal successo in libreria del suo ultimo romanzo “Storia di un delitto annunciato”, che ha sottolineato l’importanza dell’impegno quotidiano per combattere le discriminazioni. A dare il benvenuto assieme a Mesiti, anche il presidente nazionale di Agedo, Fiorenzo Gimelli . “Siamo persone migliori grazie ai nostri figli” – ha affermato la presidente – “poiché grazie a loro abbiamo aperto gli occhi”. Per Gimelli non è sufficiente dire che non cambia nulla quando un figlio o una figlia rivelano il loro orientamento omosessuale. E’ necessario parlarne serenamente, a partire dai vicini di casa.



Tra i premiati – che hanno ricevuto la preziosa opera a forma di cuore dell’artista Paola Romano, realizzata con tessere puzzle di tanti colori in legno e smalti – la capo progetto del programma Stato Civile su Rai 3, Annalisa Mutariello che ha affermato: “Quando mi domandano il perché di un programma come questo, rispondo che non tutti vivono in grandi città e la televisione è ancora il mezzo principale con cui informarsi. La tv deve parlare anche di questi argomenti, perché quello che non si vede, non esiste”.


Il momento di consegna del Premio Abbraccio all’autore e conduttore radiofonico del programma su Radio 2 “Il ruggito del coniglio” Antonello Dose è stato divertente e commovente al contempo. Il libro di Dose dal titolo “La rivoluzione del coniglio” è – per la commissione del premio - un grande aiuto per molte persone. Dose ha dedicato il riconoscimento ai suoi genitori che – ha detto – “ho sottoposto negli anni ad una serie di prove e coming out. Prima volevo fare l’attore, poi gli ho comunicato che ero diventato buddista, causando grande scompiglio in casa, in particolare, un forte shock a mio padre, laureato in teologia, ministro dell’eucarestia. Altro trambusto ci fu quando dissi che ero gay, per finire col rivelare la mia sieropositività”. Per Dose non sono mancate due sorprese fuori programma per la sua futura unione civile – in estate, ma data è ancora top secret - con il compagno Fabrizio Morgan: due papillon creati dalla fashion designer Vanessa Foglia di Abitart e un disegno realizzato appositamente per i futuri sposi di Conigli Bianchi, rappresentati da Luca Modesti, il team di fumettisti del progetto grafico contro le discriminazioni rivolte alle persone sieropositive e autori della locandina del premio.



Hanno ricevuto il riconoscimento anche Annalisa Scarnera, imprenditrice, attivista e titolare del noto locale romano Coming Out, che ha ritirato il premio accanto al figlio e alla compagna; Fabio Ridolfi, patron di Gay Wedding Italia, la prima fiera dedicata alle unioni civili dopo l’approvazione della legge; Federica Grieco, in rappresentanza di Alessandro Commisso, promotore delle campagne di Lush Fresh Handmade Cosmetics. Tra gli interventi più toccanti quello di Ettore Ciano, ex presidente di Agedo Roma, del vice presidente Carlo Terriaca, del tesoriere Luigi Merelli e di Irene Bozzi.

Barbara Braghin



Roma. Attraverso le pieghe del tempo : Anita Garibaldi ha inaugurato la prima tappa del 2017


Lisa Bernardini, Presidente dell' Associazione Occhio dell'Arte nonchè direttore artistico del Photofestival Attraverso le pieghe del tempo, ha presenziato a Roma lo scorso 22 Maggio in un evento che di fatto e' stata la presentazione al pubblico del programma 2017 di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro del Mediterraneo, giunta alla sua XI Edizione. Esattamente nella Sala del Primaticcio di Palazzo Firenze, in quella data si sono incrociate energie molteplici e sinergie culturali di grande qualità, per ribadire sicuramente, tra i molti contenuti in scaletta, un gemellaggio consolidato: quello tra l'evento top della costiera e la kermesse piu' importante dell'Occhio dell'Arte (il Photofestival, appunto).


Il Photofestival Attraverso le pieghe del tempo è alla VII Edizione ed e' appuntamento oramai itinerante a tappe italiane durante l'anno solare. Tanti i contenuti e gli ospiti che sono stati annunciati a Palazzo Firenze. Per quanto riguarda l'Occhio dell'Arte e Attraverso le pieghe del tempo, Lisa Bernardini ha consegnato nell'occasione il Premio "La Leonessa" 2017 ad Anita Garibaldi, discendente di Giuseppe ed Anita Garibaldi in linea diretta, dal nonno Ricciotti Garibaldi e dal padre Ezio Garibaldi. Brevemente presentata dal Prof. Umberto Maria Milizia (Vicepresidente Artecom-onlus) , Anita Garibaldi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento direttamente dalle mani dell'artista marchigiano che lo ha ideato, Albino Ripani in arte ARi, e dal Prof. Francesco Petrino, noto docente di sovranita' monetaria e diritto bancario nonchè celebre avvocato, con la seguente motivazione: "Per la passione, la forza, la tenacia ed il costante impegno culturale che hanno contraddistinto la sua vita all'interno della storia del nostro Paese". L'organizzazione e la premiazione "LA LEONESSA" , riconoscimento che per questa edizione ha avuto il patrocinio della Fondazione Garibaldi e delle Mille Donne per l'Italia, sono state a cura esclusiva dell'Occhio dell'Arte, che ha istituito il premio 4 anni fa.


A completare il programma che verrà portato in Costa d'Amalfi in virtu' del gemellaggio con la kermesse di Alfonso Bottone, sono intervenuti a presentarsi al pubblico altri protagonisti di questo scambio culturale: la critica Loredana Finicelli, il pittore Gino Di Prospero, la scrittrice Simonetta Bumbi, la poetessa Silvana Lazzarino, l'architetto e scrittore Ugo De Angelis. Moltissimi gli ospiti di prestigio presenti, provenienti dai piu' disparati campi. Oltre alle accompagnatrici di Anita, Mariacristina Romano e Rosaria Surace, qualche nome sparso: Sylvia Irrazabal, Responsabile culturale dell'Ambasciata dell'Uruguay in Italia nonchè "Le Leonessa" 2016; il Dr. Giannino Cesare Bernabei, consigliere del Comitato Economico e Sociale europeo; dal campo letterario si sono riconosciuti Neria De Giovanni, Sonia Giovannetti, Marco Tullio Barboni. Dal campo del cinema, ecco Valentina Tomada e Giovanni Brusatori; tra il pubblico anche i volti di Gianni Mauro dei Pandemonium, oggi accreditato scrittore, accompagnato da Pina Avallone; della pittrice e grafica Emanuela Pisicchio; della manager Aurora Colladon ; della scrittrice Agnese Gneo; della prima Miss Sorda al Mondo, Elisabetta Viaggi. Il brindisi finale firmato Casale del Giglio ha concluso un momento pomeridiano speciale, dedicato al Bello, alla Cultura e all'Arte, in una Roma assolata che ha accolto con gioia gli astanti.

Barbara Braghin


domenica 14 maggio 2017

Porto Viro. Presentazione libro "I Pungiglioni" di Carlo Cavriani e Joshua H. O’Stee


PORTO VIRO – “I pungiglioni, di campanili, nebbia e spritz” (edizioni Zerotre) e “Paesaggi perduti” sono stati presentati nella sala convegni all’ex Macello di Porto Viro. Il primo è il libro scritto da Carlo Cavriani capo servizio de Il Resto del Carlino e dal giornalista Joshua H. O’Stee (Giorgio U. Osti); il secondo è il titolo della mostra fotografica realizzata dalla fotografa Genni Albertin.


Un pomeriggio divertente e dinamico condotto dalla bibliotecaria Lara Mantovani che ha sottolineato che il libro è ironico e divertente con i suoi “pungiglioni”, una raccolta di frasi graffianti come quella di Claudio Bisio che è nell’introduzione che dice “Caro Joshua H. O’Stee grazie a te mi sento finalmente meno solo nell’universo dei pirla…”.


Battute irriverenti considerando anche la frase di Dario Fo riportata nelle prime pagine del libro “La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune, anzi è più vero o, almeno, più credibile”. Cavriani e O’Stee hanno evidenziato che i pungiglioni sono a volte pensieri aspri e cattivi, altre volte comici che si riferiscono alla situazione nella provincia di Rovigo e più in generale della provincia italiana.


Rappresentano la raccolta di pensieri scritti nelle rubrica “Il pungiglione” del quotidiano Il Resto del Carlino con pensieri originali, arguti, cattivi e spietati che raccontano, quotidianamente, fatti e vicende, reali o realistici, ambientati a Rovigo e nella sua provincia.


A darne lettura il dissacrante e coinvolgente Giorgio Osti che, con la sua intensa voce, sempre in bilico tra il serio e il faceto, ha narrato episodi che possono quasi essere definiti di storia locale, che parlano di un territorio spesso denigrato, come quello del polesine, che può riservare infinite sorprese ed aprire squarci poetici sulla realtà.


Ed è proprio la poesia intrisa nelle opere della fotografa originaria di Porto Viro: Genni Albertin, ad aprire la seconda parte della serata. La mostra fotografica "Paesaggi perduti", visitabile fino al 13 maggio 2017, nei locali della biblioteca, esplora luoghi polesani dimenticati, che il pubblico presente ha cercato di riconoscere.


Albertin, rispondendo alle domande del giornalista Cavriani e dei presenti, ha tracciato un percorso della memoria e della suggestione, attraverso i suoi scatti realizzati in ambienti trascurati dal tempo e dall'incuria, per valorizzare una realtà territoriale che deve essere recuperata e salvaguardata, perché ricca di fascino e pregna di identità narrativa.





La responsabile della biblioteca Cristina Perazzolo dopo le due presentazioni ha invitato tutti i presenti all’aperitivo preparato per l’occasione. Molte le foto ricordo per immortalare un pomeriggio divertente.

Barbara Braghin

mercoledì 10 maggio 2017

Barbara Braghin modella per un giorno. Abito lungo blu






Barbara Braghin
modella per un giorno

Fotografo Luciano Siviero
Trucco En Ghedi
Parrucco La Suite
Vestito Silvia Mode



Barbara Braghin modella per un giorno. Tailleur rosso con cappello



Barbara Braghin
modella per un giorno

Fotografo Luciano Siviero
Trucco En Ghedi
Parrucco La Suite
Vestito Silvia Mode



Barbara Braghin modella per un giorno. Vestito bianco e argento




Barbara Braghin
modella per un giorno

Fotografo Luciano Siviero
Trucco En Ghedi
Parrucco La Suite
Vestito Silvia Mode



Barbara Braghin, modella per un giorno. Tailleur con cappello nero


Barbara Braghin
modella per un giorno

Fotografo Luciano Siviero
Trucco En Ghedi
Parrucco La Suite
Vestito Silvia Mode



martedì 9 maggio 2017

Roma. Inaugurata la mostra “Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno e c’è ancora”


ROMA – E’ stata inaugurata alla galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea a Roma la mostra dedicata al regista, sceneggiatore, disegnatore e scrittore Steno Vanzina intitolata “Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno e c’è ancora” a cent’anni dalla sua nascita. Presenti i figli di Steno, il produttore e sceneggiatore Enrico e il regista Carlo che hanno curato la parte multimediale con le immagini salienti del cinema di Steno.


In esposizione foto, carteggi, documenti, materiali audiovisivi e testimonianze hanno ricostruito il percorso umano e artistico di Steno, dall’infanzia ai suoi ultimi film agli attori con cui ha lavorato da Totò a Aldo Fabrizi, da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, dalla coppia Tognazzi – Vianello a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.



E ancora da Renato Pozzetto a Diego Abatantuono, da Mariangela Melato a Monica Vitti, da Enrico Montesano e Gigi Proietti, tra i protagonisti dell’indimenticabile film cult “Febbre da cavallo”. Steno Vanzina è stato uno dei registi più importanti del panorama italiano ed è considerato tra i padri della cosiddetta “Commedia all’italiana”.


Abbiamo chiesto ad Enrico Vanzina se il padre ha girato qualche film nel Delta del Po.
“No – ha risposto - ma girò a Venezia " Le Avventure di Giacomo Casanova" con Gabriele Ferzetti. Un classico. Carlo ed io, invece, abbiamo ambientato una scena del nostro film "2061" con Diego Abatantuono a Comacchio”.

-Lei Enrico ha lavorato in Veneto tante volte con il fratello Carlo. Ci racconti dove e come si è trovato. Carlo ed io abbiamo girato moltissimi film a Cortina, a Venezia, a Verona, nelle ville palladiane. Il Veneto, insieme a Milano, dopo Roma è la nostra terza patria. Film memorabili e serie tv. Il Veneto ci piace da pazzi.

-Sua madre ha vissuto l'ultimo periodo della sua vita a Cortina dove voi venivate spesso... Mamma alla fine della sua vita viveva 6 mesi l'anno a Cortina. Cortina, per la famiglia Vanzina, è un luogo della memoria, della bellezza, del divertimento, del riposo e dell'amicizia.

-Il Delta del Po potrebbe essere una location per un vostro eventuale nuovo film, magari in futuro, cosa ne pensa? Il Delta del Po è affascinante. Un set naturale per un film.

-Come è cambiato il cinema rispetto ad un tempo? Il cinema una volta era un grande spettacolo popolare. Oggi è messo male. La gente va poco al cinema. E' una grande tristezza per noi.


Tornando alla mostra lo spunto di partenza per l’esposizione è stato il “Diario futile”, un album di ritaglia, foto, vignette, appunti, collage dissacranti realizzato dal regista tra il 1941 e il 1943 un’opera che anticipa la cultura pop.


All’inaugurazione hanno partecipato numerosi vip tra cui Vittorio Cecchi Gori, Aurelio De Laurentis, Luca Cordero di Montezemolo, Gabriella Bertinotti, Lino Banfi, Edoardo Maria Falcone, Riccardo Rossi, Maurizio Gasparri, Lando Buzzanca, Camilla Morabito, Carlo Verdone, Giorgio Bracardi, Giancarlo Magalli, Nini Salerno, Umberto Smaila, Franco Oppini, Pier Francesco Pingitore, Carla Fendi, Claudio Amendola, Marcello Veneziani, Nicola Porro, Gianni Bulgari, Renzo Arbore, Marisa Laurito, Fulvio Lucisano, Elsa Martinelli, Paolo Mieli, Marla Maples l’ex moglie di Donald Trump e tanti altri. La mostra è aperta fino al 4 giugno.

Barbara Braghin

domenica 23 aprile 2017

Roma. Bimba Landmann, Cultura visiva e immaginario fantastico


Bimba Landmann
Cultura visiva e immaginario fantastico
Roma, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
Fino al 4 giugno 2017

Le foto possono essere scaricate dal seguente link http://cloud.zetema.it/owncloud/index.php/s/opjLkJRV9lcNHQT

L’illustrazione è un mezzo per mostrare luoghi lontani, sconosciuti e fantastici creati dalla fervida immaginazione dell’artista, affiancata da una profonda cultura visiva. Tra le opere esposte, anche le illustrazioni di libri come Un bambino di nome Giotto, Quel genio di Leonardo, Come sono diventato Marc Chagall. Oltre alle tavole originali sono esposti i libri stampati e alcuni schizzi, a suggerire la complessità che la progettazione di un libro illustrato richiede. Il percorso espositivo non segue un criterio cronologico, ma mette in relazione i diversi linguaggi utilizzati dall’artista attraverso tre aree tematiche: l’immaginario fantastico, il mondo epico e mitologico, la storia dell’arte.


Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, Roma
INGRESSO GRATUITO
Durante il periodo della mostra, sono previsti dei laboratori d'arte con Bimba Landmann ed altre iniziative rivolte al pubblico

Barbara Braghin

Roma. Nasce "Fabrique du Cinéma Awards


Nasce “Fabrique du Cinéma Awards”
Il riconoscimento che già da due anni premia la creatività e
la sperimentazione apre alle cinematografie internazionali.
Presiede la giuria Willem Dafoe

Iscrizioni aperte per la premiazione che avrà luogo il 15 dicembre
www.fabriqueawards.com

Sono aperte le iscrizioni per i Fabrique du Cinéma Awards, la kermesse organizzata in partnership con Premiere Film che avrà luogo il 15 dicembre 2017: la novità per l’edizione di quest’anno consiste nell’apertura alle cinematografie internazionali con cinque sezioni – Miglior film, Miglior cortometraggio, Miglior webserie, Miglior documentario e Miglior sceneggiatura – che vanno ad aggiungersi alle categorie tradizionali dedicate al cinema italiano: Miglior opera prima, Miglior opera innovativa e sperimentale, Attore rivelazione, Attrice rivelazione e Miglior tema musicale. A ulteriore conferma della vocazione al superamento dei confini nazionali, anche la composizione della giuria, che nelle passate edizioni si è avvalsa di personalità del calibro di Alessandro Borghi, Valentina Lodovini, Federico Zampaglione, Ivan Carlei, Piero Messina: a presiedere la commissione che quest’anno avrà il compito di valutare le opere in concorso sarà Willem Dafoe, straordinario interprete di tante pellicole di culto, da Platoon di Oliver Stone a Spider-Man di Sam Raimi, passando per L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, eXistenZ di David Cronenberg e Antichrist e Nymphomaniac di Lars Von Trier. Un respiro internazionale che allarga l’orizzonte della rivista del nuovo cinema senza tradirne lo spirito: promuovere la sperimentazione, l’innovazione e la ricerca formale e contenutistica con un’attenzione particolare – ma non esclusiva – per i giovani autori e le opere prime. Grandi novità anche sul fronte della distribuzione: Under the Milky Way, una delle più importanti società di distribuzione digitale a livello internazionale, premierà il Miglior Documentario con un contratto di distribuzione su Itunes, Amazon Video e Google Play. Per sottoscrivere i propri lavori, i partecipanti possono far riferimento al sito www.fabriqueawards.com, e seguire le indicazioni riportate. La premiazione è già fissata per il 15 dicembre nella splendida location di Spazio 900, a Roma.

Le categorie in concorso e i premi

Lungometraggi
Miglior Film Straniero
Miglior Film Italiano Innovativo e Sperimentale
Miglior Opera Prima Italiana
Miglior Attrice Italiana
Miglior Attore Italiano
Miglior Tema Musicale Italiano

Cortometraggi
Miglior Cortometraggio Straniero
Miglior Cortometraggio Italiano
Miglior Regista di Cortometraggio Internazionale

Documentari
Miglior Documentario Internazionale

Serie Web
Migliore Serie Web Internazionale

Sceneggiature Brevi
Miglior Sceneggiatura Internazionale

Fabrique du Cinéma
Fabrique du Cinéma è una freepress di 74 pagine a colori, con uscita trimestrale e distribuzione in 10.000 copie a Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze. Mission della pubblicazione è l’analisi dell’industria cinematografica italiana, con un occhio di riguardo per il giovane cinema. Supportata anche da una versione online (www.fabriqueducinema.com), Fabrique du Cinéma si propone quale organo di promozione delle nuove iniziative in ambito cinematografico.

Premiere Film
Premiere Film è una casa di produzione e distribuzione cinematografica pugliese, nata a Bari nel 2013. Quest’anno ha distribuito Sing, cortometraggio vincitore dell’Oscar 2017 e Penalty, corto in cinquina ai Nastri D’Argento 2017. Premiere Film sarà parte del Producers Network al prossimo festival di Cannes (www.premierefilm.it).

ISCRIZIONI
Fabrique Awards - www.fabriqueawards.com
Scadenze Lungometraggi: 15 Ottobre 2017.
Cortometraggi, Documentari, Serie Web e Sceneggiature: 23 Ottobre 2017.

Barbara Braghin

Cusano Milanino (Milano). Rachele Somaschini e Gino Spa Insieme per il Mini Challenge 2017


Cusano Milanino (MI) – Sarà il Gruppo Gino il dealer ufficiale MINI che accompagnerà Rachele Somaschini nella stagione 2017 del MINI Challenge. La concessionaria piemontese ha aderito con grande gioia al progetto della giovane pilota meneghina che scenderà in pista con la MINI John Cooper Works “Pro” in allestimento 2017. Dopo il successo 2016 tra le MINI Cooper S, Rachele Somaschini rilancia e si appresta ad affrontare una stagione tra i “big” della serie tricolore. Una nuova veste grafica della livrea, un nuovo team, una nuova macchina e un nuovo dealer per una stagione nel segno del cambiamento e della crescita per la giovanissima pilota che ha stupito tutti lo scorso anno grazie alle sue doti velocistiche e di adattamento alla pista. Rachele Somaschini: “Sono contenta di aver trovato in Alessandro Gino e in tutto il gruppo Gino un dealer serio e che crede veramente nei miei progetti, in quelli di RS Team e soprattutto in quelli della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus. Il connubio che si è venuto a creare credo che darà grandi soddisfazioni ad entrambi. Non vogliamo fermarci alla pista, ma credo che possa esserci una grande sinergia tra noi e il Gruppo Gino, inoltre parteciperò al Campionato Italiano Velocità Montagna ed alcuni Rally sempre con il marchio MINI. Da parte mia cercherò di fare del mio meglio in pista in un campionato sempre più di livello e con tanti nuovi piloti di assoluto valore”. Alessandro Gino: “Affiancare Rachele Somaschini, per noi, è motivo di orgoglio e di vanto. Una pilota giovane, che rispecchia a pieno i nostri valori e che può diventare un punto di riferimento per tanti ragazzi e ragazze che si affacciano per la prima volta al mondo dei motori. Per il Gruppo Gino questa è la prima volta nel MINI Challenge, un campionato serio e ben organizzato che sta crescendo di anno in anno. Puntiamo su Rachele perché conosciamo le sue qualità di pilota e la grande professionalità di RS Team e in più anche noi sposiamo il progetto #CorrerePerUnRespiro che sappiamo essere un impegno di fondamentale importanza perché si arrivi presto alla risoluzione delle gravi problematiche legate ad una malattia come la Fibrosi Cistica”. Il MINI Challenge 2017 scatterà il 29-30 aprile sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, poi farà tappa il 3-4 giugno al Misano World Circuit – Marco Simoncelli prima di arrivare nel Tempio della Velocità di Monza il 17-18 giugno. L’Autodromo dell’Umbria – Magione ospiterà la quarta tappa il 29-30 luglio, mentre il 23-24 settembre sarà il Piero Taruffi di Vallelunga a preparare il gran finale in programma il 7-8 ottobre al Mugello.

Barbara Braghin

Roma. Aperture straordinarie serali della mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo”


ROMA. Grande successo di pubblico per Artemisia Gentileschi e il suo tempo. In occasione delle festività pasquali e per tutti i venerdì e sabato fino a chiusura del 7 maggio 2017, la mostra resterà eccezionalmente aperta fino alle ore 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00). La mostra allestita al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà al visitatore di ripercorrere l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi e conoscere la vita e le opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i colleghi frequentati a Roma, a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli. Con quel passaggio veneziano ancora molto da indagare, così come la breve e intensa parentesi londinese. L’esposizione nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti. Sponsor della mostra Generali Italia, sponsor tecnico Trenitalia. L’evento è consigliato da Sky Arte HD.

Barbara Braghin

Roma. Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione


ROMA. Non solo luoghi ideali bensì stanze reali in cui l’arte della prima metà del Novecento è raccontata da dodici dei suoi maggiori esponenti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione. Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano, la mostra ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal 14 aprile al 1° ottobre 2017, dedica a ciascuno uno spazio esclusivo in cui alle opere sono affiancate le parole degli autori, tratte dai loro diari, lettere e scritti teorici o critici, così da offrire un commento critico quale migliore non potrebbe essere provenendo dalla stessa fonte creativa dei capolavori presentati.


Sono Stanze in cui rivivono interi mondi poetici grazie ai capolavori della Galleria d’Arte Moderna e altri provenienti da prestigiose raccolte private, circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica tra le quali vengono valorizzati, per la prima volta, i dipinti di Massimo Campigli (Le spose dei marinai, 1934), di Ardengo Soffici (Campi e colline, 1925; Marzo burrascoso, 1926-27) e di Ottone Rosai (Paese, 1923), rispettando così il criterio della rotazione delle opere, adottato dalla Galleria d’Arte Moderna fin dalla sua riapertura nel 2011, che permette di scoprire ogni volta parti importanti del suo vasto patrimonio artistico. L’esposizione, alla Galleria d’Arte Moderna di via Francesco Crispi dal 14 aprile al 1 ottobre 2017, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Maria Catalano e Federica Pirani. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.


Attraverso le diverse sale della rassegna si rivela l’intreccio dei linguaggi insieme alla ricchezza e alla complessità dei percorsi degli autori creando illusorie “stanze”, ciascuna dedicata a un artista; inedite letture critiche in un confronto stringente di temi e di anni del Novecento Italiano – con particolare riferimento ai decenni 1920 e 1930 – che concorrono a una rilettura delle opere della collezione capitolina in gran parte già note al pubblico romano anche grazie all’efficace rapporto di collaborazione con un collezionismo privato attento e sensibile.

Barbara Braghin

Roma. Festival del cinema vintage "Il gusto della memoria"


FESTIVAL CINEMA VINTAGE
“IL GUSTO DELLA MEMORIA”
V edizione Roma - 29, 30 e 31 settembre 2017
AL VIA IL BANDO 2017 PER FILM, DOCUMENTARI E
SPOT REALIZZATI CON IMMAGINI D’ARCHIVIO AMATORIALI
IN COLLABORAZIONE CON L'ISTITUTO LUCE
Tema: La Famiglia e tutte le sue declinazioni

ROMA. Scadono il 30 luglio 2017 i termini per le iscrizioni alla quinta edizione del festival di cinema vintage “Il gusto della memoria,” rassegna di film ispirati alle immagini d'archivio che si terrà a Roma il 29, 30 e 31 settembre 2017. Per il quarto anno è aperto il contest per registi appassionati di immagini d’archivio e il tema di quest’anno è "La Famiglia". Attraverso le immagini presenti su Nos Archives si invitano registi, aspiranti tali, studenti di scuole di cinema, studenti dei licei a raccontare la Storia da un punto di vista alternativo a quello ufficiale, con una storia anche inventata e con i materiali cinematografici presenti in nosarchives.com e nell'archivio dell'Istituto Luce. La scadenza per l’iscrizione è fissata al 30 luglio 2017, mentre i materiali possono essere inviati entro il 30 agosto 2017. Tutte le informazioni per partecipare al bando si trovano al link www.ilgustodellamemoria.it Il contest è aperto a tutti e articolato in tre sezioni: Fiction, per cortometraggi della durata massima di 12 minuti; Documentari, per opere di reportage o di docufiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Pubblicità,dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima di 3 minuti. Tutti i lavori devono contenere almeno il 60% di immagini d’archivio: max 1 minuto dall’Archivio Luce e il resto da nosarchives.com, che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm e Super8, tutti digitalizzati in HD). I materiali sono scaricabili dopo l'iscrizione su www.nosarchives.com e sul sito Archivio LUCE. La musica deve essere originale o in regola con i diritti di utilizzo. Oltre al materiale scaricabile dall'archivio, si potranno usare immagini vecchie e nuove girate con qualsiasi supporto tecnologico.


“Il 2017 è l’anno della Famiglia - sottolinea la direzione artistica - Tante polemiche in Italia ha suscitato la discussione sui matrimoni omosessuali, sulle adozioni, sulle famiglie monoparentali. Cosa hanno da dire i nuovi registi e autori? Come le raccontano? Ci interessa anche l’elaborazione di film che potrebbero essere dei nuovi home movies composti all'interno di home movies del XX secolo. Un dialogo tra immagini familiari. Ci sono veramente delle differenze nelle immagini di famiglie? O i nuclei familiari sono tutti un'eccezione? Ci aspettiamo di vedere, come nelle scorse edizioni, film che ci facciano riflettere”. Il festival, fondato e diretto dalla montatrice e regista Cecilia Pagliarani (co-regista con Gianni Amelio di 'Registro di classe'e montatrice di 'Felice chi è diverso', sempre di Gianni Amelio) e dall'artista Manuel Kleidman è organizzato dall'Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.com. Un evento unico, ispirato dall'opera di salvaguardia della memoria dell’archivio nosarchives, che possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed immagini amatoriali . Il portale ospita più di 13mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la Storia del Ventesimo secolo.

Barbara Braghin

Roma. Le chiamavano "Colonne sonore". Franco Micalizzi e i suoi temi per il cinema


ROMA. L’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con il M° Franco Micalizzi, è lieto di presentare presso la Sala Petrassi di Roma, il 28 Aprile, un concerto unico e raffinato, che guarda con un filo di nostalgia e anche di ironia ai memorabili temi musicali che il celebre compositore e direttore d’orchestra ha creato negli anni ‘70 e ‘80 per tanti film di successo (Lo chiamavano Trinità – L’ultima neve di Primavera – Napoli violenta - Non c’è due senza quattro – Italia a mano armata...).


A riproporre questi temi sono per l’occasione stati chiamati molti di quei cantanti che all’epoca li eseguirono con successo, come ad esempio EDOARDO VIANELLO e WILMA GOICH (Roma parlaje tu); confermata l’adesione di una grande concertista come GILDA BUTTA'; si sono aggiunte autorevoli presenze canore che corrispondono ai nomi di VALENTINA DUCROS, MIKY INTRONA, DOUGIE MEAKIN e del tenore internazionale GIANLUCA PAGANELLI. Considerato che i temi musicali destinati al cinema e composti da Micalizzi hanno suscitato un forte interesse perfino nel mondo dell’hip hop, che ha attinto a larghe mani nel suo repertorio musicale, campionando e rappando sulla sua musica, durante il concerto si faranno cenni anche a queste partecipazioni. Altri ospiti a sorpresa, seduti in platea, saliranno in serata sul palco, a ricordare e raccontare pezzi di vita cinematografica del nostro Paese, a cui le Musiche del Maestro hanno fatto da indimenticabile cornice. A sostenere il concerto, una grande orchestra dal vivo e la partecipazione come pubblico di tanti fedelissimi appassionati. Inizio concerto: ore 21.00.


CONTATTI
www.auditorium.com
Viale Pietro de Coubertin 30 - 00196 Roma

Biglietti in vendita su circuito ticketone (www.ticketone.it)
www.auditorium.com, call center 892101 (numero a pagamento)
botteghino Auditorium parco della Musica

Posto unico 30,00 euro
Responsabile Comunicazione per Franco Micalizzi
Lisa Bernardini (347/1488234 – occhiodellarte@gmail.com)

www.facebook.com/Franco-Micalizzi-205278769562941 www.youtube.com/channel/UCOltPOQ5YZI1DCyaMMu7qIQ twitter.com/micalizzimusic

Barbara Braghin

Napoli. Mostra monumentale "Totò genio"


13 aprile – 9 luglio 2017
Napoli Palazzo Reale
Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino)
Convento di San Domenico Maggiore

NAPOLI. In occasione del cinquantenario della scomparsa del grande Antonio de Curtis, in arte Totò, avvenuta il 15 aprile 1967, e nell’ambito delle celebrazioni che si terranno in suo ricordo, la città di Napoli ospita la mostra monumentale Totò Genio, voluta dall’Associazione Antonio de Curtis, promossa e co organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con le maggiori istituzioni culturali del paese, l’Istituto Luce, il Polo Museale della Campania – Palazzo Reale, la RAI, la Siae - Società italiana degli Autori ed Editori, con il contributo di Rai Teche e dell’Archivio Centrale dello Stato. Curata da Alessandro Nicosia, che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra è prodotta da C.O.R, Creare Organizzare Realizzare. Il catalogo ufficiale, realizzato da Skira, è introdotto da una prefazione di Goffredo Fofi. La mostra ospitata a Napoli è la prima grande antologica dedicata a Totò e vuole mettere in luce la grandezza di uno dei maggiori interpreti italiani del Novecento: un viaggio indietro nel tempo, attraverso l’arte universale di Totò, figura poliedrica che ha giocato la sua vita gomito a gomito con l’arte dello stupore. Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro – genito Gagliardi De Curtis Di Bisanzio, più brevemente Antonio de Curtis e conosciuto al grande pubblico come Totò, è stato uno dei maggiori artisti italiani, simbolo dello spettacolo comico in Italia, un artista a tutto tondo, attore di teatro e di cinema (sono 97 i film da lui interpretati) ma anche poeta e autore di canzoni. Proprio in virtù del forte legame che univa Totò a Napoli, si è scelto di ospitare questa grande mostra nella città da lui tanto amata, come prima tappa di un lungo progetto itinerante nazionale e poi internazionale. Tre i luoghi prescelti per mettere insieme i tanti tasselli di un grande mosaico che rappresenta l’arte di Totò: il Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino), Palazzo Reale e il Convento di San Domenico Maggiore. All’interno di questi prestigiosi spazi si snoda il percorso delle mostre nella mostra, che ripercorrono e raccontano attraverso centinaia di documenti tra fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi, manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito, la vita, l’arte e la grandezza del Principe Antonio de Curtis. Le mostre nella mostra: “Genio tra i geni” Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino)- Cappella Palatina La mostra ospitata nella Cappella Palatina del Museo Civico di Castel Nuovo ripercorre e racconta il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento. Aprono l’esposizione le interviste a personaggi di spicco della cultura e dello spettacolo italiani, tra i quali Dario Fò, Roberto Benigni, Andrea Camilleri, Mina, Fiorello che raccontano il loro legame con Totò e quello che il grande attore ha rappresentato per loro. In questa sezione sono esposti i disegni che Federico Fellini dedicò a Totò. In lui vedeva un artista senza tempo. E ancora quelli realizzati negli anni ’50 da Ettore Scola per la rivista satirica Marc’Aurelio e gli oltre trenta schizzi di Pasolini per La terra vista dalla luna, episodio del film Le streghe (1967) interpretato da Totò. E ancora si potranno ammirare i disegni di fumettisti celebri come Crepax, Pratt, Manara, Onorato e Pazienza, oltre ai lavori di giovani artisti ispirati dalla sua figura. Una parte della mostra espone documenti e carteggi, come quelli di Pasolini e Zavattini.


“Totò, che spettacolo!” La vita, il varietà, la poesia, le canzoni, la biblioteca, le cose di Totò (il famoso baule). L’Istituto Luce e la Rai per Totò. Palazzo Reale – Sala Dorica Nella sala Dorica di Palazzo Reale viene analizzato il rapporto tra Totò e le arti: costumi di scena originali, filmati e installazioni multimediali saranno al centro di questa sezione, in cui Totò sarà nuovamente in scena con la sue voce e le sue inconfondibili “smorfie”. Al centro il baule di scena, che Totò portava sempre con se nei teatri e nei set cinematografici. Il baule di scena, affidato, custodito e successivamente donato da Totò a suo cugino e segretario Eduardo Clemente attualmente è custodito dal figlio Federico, che lo ha messo a disposizione per l’esposizione. Saranno esposte anche quattro poesie inedite che mettono in luce il Totò più intimo e lontano dai riflettori e dall’immagine di Principe della risata, quello che rifugiava sentimenti e sensazioni nella poesia o nelle canzoni. “Dentro Totò” Convento di San Domenico Maggiore (Grande Refettorio e Piccolo Refettorio) La mostra ospitata all’interno del Convento di San Domenico Maggiore permetterà di scoprire nuovi importanti aspetti della figura del grande artista, attraverso diverse sezioni. In questa parte dell’esposizione verrà raccontato un Totò più “privato” attraverso 250 fotografie che lo ritraggono nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane e che mostrano le sue passioni, come quella per gli animali. Nella prima sezione Totò e il cinema, allestita nel Piccolo Refettorio, verranno esposti manifesti, locandine e fotobuste dei 97 film che hanno visto protagonista Totò e che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico. Totò e la pubblicità racconta un aspetto meno noto della sua carriera; come molti altri personaggi del cinema e della televisione, ha fornito la propria testimonianza diretta sulla qualità dei prodotti italiani. Negli anni è stato testimonial di diversi prodotti, come nel 1957, quando insieme a Franca Faldini è stato protagonista della pubblicità della Lambretta, oppure ancora nel caso della Perugina, che lo scelse come volto per pubblicizzare il famoso Bacio. Nessuno mi ricorderà è la frase con cui, pochi giorni prima della sua scomparsa, Totò chiuse un’intervista. In questa parte della mostra vengono raccontati i suoi funerali, che furono tre, il primo a Roma, il secondo a Napoli e il terzo nel Rione Sanità a Napoli, in cui era nato. Attraverso fotografie, filmati storici provenienti dall’Archivio Luce e dalla Rai, giornali e ricordi, viene data testimonianza del sentito e meraviglioso addio che Napoli ha rivolto al suo più grande artista.

Barbara Braghin

Roma. Alida Valli, la mostra ritratto di un'attrice


ALIDA VALLI MOSTRA – RASSEGNA
RITRATTO DI UN’ATTRICE: ALIDA VALLI (3-28 aprile)

ROMA. La mostra Ritratto di un’attrice: Alida Valli – curata da Giulio D’Ascenzo ed Elisabetta Centore per l’Associazione Teatroantico racconta la splendida favola di Alida Valli ripercorrendo le tappe fondamentali di una carriera che, in oltre cinquant'anni, ha attraversato tutte le stagioni del nostro cinema. Ad accompagnare la mostra ricca di foto, immagini, manifesti, locandine, libri ci sarà anche una rassegna di alcuni suoi film realizzata in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.
Una mostra ricca e necessaria per rendere omaggio ad una delle attrici più talentuose del cinema italiano. Attraverso foto di scena, locandine, fotobuste, manifesti, libri e brochure, tutti rigorosamente originali, la mostra Ritratto di un’attrice: Alida Valli – curata da Giulio D’Ascenzo edElisabetta Centore per l’Associazione Teatroantico e ospitata dalla Casa del Cinema dal 3 aprile al 28 aprile – racconta la splendida favola di Alida Valli ripercorrendo le tappe fondamentali di una carriera che, in oltre cinquant'anni, ha attraversato tutte le stagioni del nostro cinema. Da grande diva dei telefoni bianchi a star di enorme successo internazionale. La Mostra si concentra in particolar modo sui primi trent'anni di carriera dell'attrice, dal 1935 al 1965, e viene affiancata da una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale attraverso la quale è possibile apprezzare e ricordare la grande attrice scomparsa nel 2006.


Alida Valli esordisce giovanissima sul grande schermo, interpretando fin dall'inizio ruoli da protagonista e diventando ben presto l'attrice simbolo del cinema italiano del periodo fascista. Si afferma grazie ai film Manon Lescaut (1939) e Ore 9: lezione di chimica (1941) mentre la sua versatilità la impone nei ruoli drammatici di Luisa in Piccolo mondo antico di Mario Soldati (Premio speciale del conte Giuseppe Volpi di Misuratacome. Miglior Attrice italiana dell'anno Festival di Venezia) e di Eugenia Grandet nell'omonimo film di Mario Soldati (Nastro d'Argento come miglior attrice). Il produttore Selznick vorrebbe fare di lei la Ingrid Bergman italiana e per questo la convince a trasferirsi a Hollywood. Durante questo periodo recita in Il caso Paradine di Alfred Hitchcock, Il miracolo delle campane di Irving Pichel ed Il terzo uomo (1949) di Carol Reed e nel 1951 rientra in Italia. Pochi anni dopo fornisce una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Luchino Visconti, Senso (1954) e la sua fama si consolida sotto la direzione di registi quali Gillo Pontecorvo (La grande strada azzurra, 1957), Franco Brusati (Il disordine, 1962), Pier Paolo Pasolini (Edipo re,1967). Negli anni settanta si dimostra un'attrice molto versatile, lavorando con Valerio Zurlini in La prima notte di quiete (1972), con Mario Bavain Lisa e il diavolo (1972), con Bernardo Bertolucci in La strategia del ragno (1970) e nel kolossal Novecento (1976).

Barbara Braghin